Grillo in risciò approda in Senato al grido di “l’Italia riparte”

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Beppe Grillo
Beppe Grillo è giunto a Palazzo Madama a bordo di un risciò al grido di "l'Italia riparte" con i 18 scatoloni contenenti le 350 mila firme che accompagnano il ddl d'iniziativa popolare in cui si chiede la non candidabilità al Parlamento degli inquisiti e che il mandato parlamentare non superi le due legislature.
Grillo non si limiterà però a consegnare le firme agli addetti di Palazzo Madama, ma incontrerà a tu per tu anche il presidente dell'Aula, Franco Marini.

 

E durante il tragitto fino al Senato, il comico genovese ha affrontato alcuni dei temi forti sui quali da tempo conduce le proprie battaglie.
"La privatizzazione dell'acqua non è politica, il nucleare non è politica", ha detto Grillo suggerendo che "il Paese è da dare in mano a gente di 30 anni".
"Il vero cancro non è la politica ma l'informazione", ha poi aggiunto: "E' l'informazione la vera depressione di questo Paese. L'informazione con i suoi limiti, con la sommersione di informazioni inutili".
"E' un mezzo destinato a scomparire, sarà assorbito dalla rete. La rete è la cosa più democratica che esista perchè c'è il contraddittorio", ha quindi aggiunto, scagliandosi persino contro l'ordine dei giornalisti: "Bisogna abolirlo perché è fascista, è mussoliniano".
E una frecciatina, ovviamente, l'ha lanciata anche contro la Rai che ha definito "un incantesimo" visto che "ci dovrebbe essere una tv pagata dai cittadini con il canone e senza pubblicità".

Lo showman non ha risparmiato neanche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
E al Capo dello Stato che, dopo la pubblicazione del reportage del New York Times in cui gli italiani venivano descritti come un popolo di depressi, aveva sottolineato che la vera Italia non è quella di Grillo, ha replicato: "Meno male, mi ha tolto un peso...Infatti, questo è il Paese di Napolitano...".

"Questa è la fine dell'oligarchia dei partiti. E' la fine di questi funzionari salme che progettano un futuro di cui non faranno parte, perché non hanno futuro", ha quindi aggiunto nella sua invettiva lanciando uno slogan non meno polemico: "Lo psiconano e Valium non ti cambiano la vita".
Grillo ha però escluso la possibilità partecipare alle prossime elezioni e ha indicato piuttosto la strada da precorrere "nelle liste civiche, nella politica che nasce dal basso, nei comuni".
Insomma, per il comico, non solo "dall'8 settembre, giorno del v-day, è cambiata la politica", ma la sua proposta di legge rappresenta la "cosa più seria degli ultimi 50 anni".
Anche se, sa bene che non avrà nessun futuro: "Ma è proprio questa,-ha spiegato- la bellezza di questa proposta. Per la prima volta un cittadino entrerà nel Parlamento a dire che non ci devono essere inquisiti". E "Marini avrà 30 giorni per metterla all'ordine del giorno e io verrò a spiegarla".

Fonte: www.noipress.it

 

 

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