Il giudice assolto

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Clementina ForleoLa sezione disciplinare del Csm scagiona l'ex gip di Milano dalle accuse di "esorbitanza dai propri compiti" e faziosità, nella redazione della richiesta di utilizzo delle intercettazioni consegnata alle Camere il 20 luglio scorso.
Un anno dopo, dunque, la Forleo è assolta. Ma le manca ancora il "test"sulla presunta incompatibilità ambientale.

"Assolta perché il fatto non sussiste". Clementina Forleo esce da Palazzo Marescialli da imputata non colpevole, e riapre il giudizio sul suo operato nell'inchiesta Unipol. Il particolare processo a chi processa, eseguito dalla sezione disciplinare del Csm, ha evidenziato che l'ex gip di Milano, nel richiedere alle Camere l'autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni dei sei parlamentari (tra cui Massimo D'Alema e Piero Fassino) messi sotto i riflettori dall'inchiesta sulla banca rossa, ha fatto tutto secondo i canoni.

Sull'ordinanza della Forleo arrivata sul tavolo della giunta per le autorizzazioni il 20 luglio scorso, il mondo politico e la magistratura si divisero. Le frasi incriminate, che secondo l'accusa rappresentata dal Pg della Cassazione evidenziavano un' "esorbitanza dai propri compiti nella redazione delle motivazioni della richiesta alla Camere", vengono oggi giudicate conformi.

"All'evidenza - scriveva la Forleo nell'ordinanza parlando dei parlamentari intercettati- appaiono non passivi ricettori di informazioni pur penalmente rilevanti, né personaggi animati da sana tifoseria per opposte forze in campo, ma consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata". Di conseguenza, aggiungeva, "sarà proprio il placet del Parlamento a rendere possibile la procedibilità penale nei confronti dei suoi membri". Che la Forleo definiva, nei passaggi seguenti, "inquietanti interlocutori di numerose di dette conversazioni".

"Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga", è stato il primo commento del Gip, che ha espresso un augurio per il collega De Magistris, ex pm di Catanzaro: "Il tempo e galantuomo e spero che lo sia anche per il mio collega Luigi De Magistris".

Nicola Mancino, vicepresidente di Palazzo Marescialli, si è detto soddisfatto per la sentenza. 'La sezione disciplinare del Csm - ha commentato l'ex presidente del Senato- ha emesso oggi la sentenza di assoluzione per il Gip Forleo a dimostrazione di come la pratica della giustizia, nella camera di consiglio, può fare uscire una diversità di posizioni che testimoniano l'indipendenza e l'autonomia di giudizio di Palazzo dei Marescialli. Ci sono troppe persone - ha continuato- che sono interessate a rivedere il funzionamento del Csm. Noi dobbiamo difenderne l'autonomia e l'indipendenza".

In ogni caso, sul gip milanese del caso Unipol pende ancora la richiesta di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, approvata a maggioranza dalla Prima commissione del Csm. Su questa richiesta deve pronunciarsi a breve il plenum dell'organo di autogoverno della magistratura.

 

fonte: Aprileonline

 

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