Facebook e Twitter possono agevolare i ladri?

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facebook_twitterUn nuovo inquietante interrogativo viene lanciato da uno studio australiano: i social network possono agevolare il compimento di inziative criminose in danno degli utenti? La risposta sembrerebbe essere si. Alla luce di un recente sondaggio commissionato da una nota compagni assicurativa, è emerso che gli utenti di Facebook e Twitter siano decisamente prodighi di dettagli sulla loro vita privata, sui loro spostamenti durante le vacanze, pubblicando anche immagini e video che ritraggono le loro abitazioni.



Tutte informazioni utilissime per malintenzionati che stiano meditando qualche “colpo” presso l’abitazione di qualcuno. Peraltro, tali informazioni vengono carpite in maniera assolutamente indolore, senza destare alcun sospetto, traendole direttamente dalla “fonte”, ovvero dalla futura vittima, limitandosi a chiedere la sua “amicizia” virtuale, dispensata, spesso, a piene mani dagli utenti socializzanti. Secondo la compagnia di assicurazione Legal & General, (alla luce di un sondaggio eseguito su 2.092 utenti di social network) il 38% degli utenti di siti come Facebook o Twitter, pubblicano i dettagli delle proprie vacanza e, soprattutto, il 33% scrive se va via per il weekend.

Tale dato appare decisamente allarmante ove combinato con il fatto che l’amicizia virtuale viene spesso concessa a soggetti conosciuti solo on line, e solo in maniera superficiale

Nel rapporto stilato dalla compagnia, chiamato “Il crimine digitale”, Legal & General mette in guardia gli utenti dei social network, da soggetti criminali che grazie a tali piattaforme hanno acquisito un nuovo - e straordinariamente efficace - strumento per acquisire informazioni delicate che potrebbero compromettere l’incolumità degli utenti.

Sfruttando, come nel caso del phishing, la inconsapevole complicità degli stessi utenti che, con molta leggerezza, spandono ai quattro venti tutti i propri fatti privati senza ponderare bene le conseguenze.Non è del tutto singolare il fatto che l’allarme, questa volta, provenga da una compagnia assicurativa.

E non è da escludere che d’ora in avanti nei contratti contro furti domestici possano essere inserite clausole di salvaguardia per la compagnia che possa essere legittimata a non dar seguito al risarcimento qualora l’assicurato sia utente di social network.

In perfetta analogia con quanto fatto le banche che non rimborsano gli utenti che siano rimasti vittime di phishing.

Ad ogni modo, l’estrema leggerezza degli utenti di internet nelle relazioni sociali virtuali è decisamente imbarazzante: secondo un sondaggio condotto dalla società di ricerca europea Opinion Matters, il 13% delle richieste di amicizia inoltrate su Facebook e il 92% rivolte su Twitter sono state accettate prontamente senza alcun controllo.

A ciò aggiungasi che circa i due terzi, o il 64%, dei giovani tra i 16 e i 24 anni, condividono i programmi di vacanza, con i più giovani che dicono persino dove si trovano.

Gli uomini appaiono più ciarlieri, e le donne più riservate: il 13% dei primi riferisce il proprio numero di cellulare rispetto al 7% delle donne. Il 9% degli uomini inoltre dà tranquillamente anche il proprio indirizzo, contro il 4% delle donne.

L’ex-ladro Michael Fraser, consulente di tutto riguardo della Legal & General nella stesura dello studio, ha detto che questo tipo di informazioni vengono usate dai ladri professionisti per individuare una lista dei propri obiettivi.

Peraltro, oltre alle informazioni sui viaggi, gli utenti pubblicano anche foto di feste in casa e parla dei nuovi acquisti o dei regali

Capire il cosa-quando-dove eseguire una rapina è oggi una prassi decisamente agevole, grazie ai social network, e i ladri potranno anche dire addio agli appostamenti, le spiate, i rovistamenti nei rifiuti che ormai appartengono alla preistoria criminale.

“E’ incredibilmente facile usare i siti di social networking per colpire la gente, avere informazioni sulla loro abitazione….dal divano”, proprio come fare shopping, spiega Fraser in una nota.

“Non ho assolutamente dubbi che i ladri stiano usando i social network per sviluppare relazioni con la gente per identificare le possibili vittime”, è l’ultimo, inquietante ammonimento dell’originalissimo “esperto” assoldato dagli assicuratori per la redazione del rapporto.

Utente avvisato, mezzo rimborsato…

fonte: Anti-Phishing Italia

 


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