La libertà è partecipazione informata

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Al Senato la maggioranza cerca di imporre la Legge sulle intercettazioni telefoniche che scardinerebbe aspetti essenziali del sistema costituzionale.
Sono a rischio la libertà di manifestazione del pensiero ed il diritto dei cittadini ad essere informati.
Non tutti i reati possono essere indagati attraverso le intercettazioni e viene sostanzialmente impedita la pubblicazione delle intercettazioni svolte.
Una pesante censura cadrebbe sull’informazione. Anche su quella amatoriale e dei blog (Art.28).


Se quella legge fosse stata in vigore, non avremmo avuto alcuna notizia dei buoni affari immobiliari del Ministro Scajola e di quelli bancari di Consorte.
Se la legge verrà approvata, la magistratura non potrà più intervenire efficacemente su illegalità e scandali come quelli svelati nella sanità e nella finanza, non potrà seguire reati gravissimi.
Si dice di voler tutelare la Privacy: un obiettivo legittimo, che tuttavia può essere raggiunto senza violare principi e diritti.
Si vuole, in realtà, imporre un pericoloso regime di opacità e segreto.
Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza.

Stefano Rodotà
Fiorello Cortiana
Juan Carlos De Martin
Arturo Di Corinto
Carlo Formenti
Guido Scorza
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna

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Commenti  

 
# francesco B. 23-06-2010 17:49
Da semplice cittadino concordo con l’espressione “Le libertà costituzionali non sono disponibili per nessuna maggioranza” purtroppo però la “nomina dei deputati e senatori“ tramite questa legge definita da loro stessi “porcellum“ ha fatto si che si potrebbero perdere proprio quei valori fondamentali della nostra Costituzione.

Un po’ d’ordine morale, sarebbe giusto, bisognerebbe però colpire drasticamente forse le “fughe di notizie” su attività investigative ancora in corso e non certo limitare le intercettazioni o la libertà di pensiero e il diritto dei cittadini ad essere informati.

Come è giusto mettere in prima pagina i volti dei criminali comuni è altrettanto giusto mettere quelli degli uomini che sotto il volto di persone perbene di politici esemplari si dimostrano poi persone corrotte e amanti del denaro.

Ma ci rendiamo conto che anche in questo campo ci sono intercettazioni di serie A e di serie B? a secondo della convenienza, ma la “giustizia” non dovrebbe essere uguale per tutti?

Non ci vuole tanto a stabilire il patrimonio economico del singolo indagato, non occorrono grossi matematici, se lo stipendio è X la somma finale annua equivale a 12 volte X. I beni economici disponibili quindi devono essere proporzionali alle entrate, se dichiaro un reddito annuo di 20.000 euro non potrò certo acquistare un’immobile di 2.000.000, quale banca mi darebbe un mutuo? Nessuna… quindi chi è onesto che timore deve avere anche nell’essere “eventualmente” intercettato? Nessuno secondo me.

Sulle aule dei Tribunale non si legge “La legge è uguale per tutti” e allora perché fare una distinzione sulle intercettazioni o una limitazione. Bisogna solo colpire chi ne fa un uso “improprio” e non finalizzato alla ricerca di prove concrete sulla consumazione di eventuali reati.

Le leggi esistenti sono state valide per tante cose, ma perché cambiare sempre? Bisognerebbe solo lasciar lavorare ognuno nello specifico campo, di fronte alla consumazione di un reato la legge dovrebbe essere uguale per tutti e già non lo è per i Parlamentari infatti occorre una specifica autorizzazione a procedere o no?
Ma io mi chiedo per esempio, dall’ultimo dei cittadini, se un cittadino ruba viene giustamente arrestato ma se fa lo stesso reato un politico perché serve questa autorizzazione?
Ma questo è un altro punto di Vista!!!!
 
 
# francesco B. 26-06-2010 15:40
Eccocci di nuovo quà, ma è possibile che quando si tratta della "casta" tutto è lecito?
Si trova sempre un qualcosa in più per sfuggire alle singole responsabilità?
Il leggittimo impedimento... bella norma, se la personalità dovesse rispondere di fatti o circostanze legate ad attività prettamente istituzionali.

Se però, come appreso dai giornali, vi è un'imputazione, che vede l'on. Aldo Brancher imputato per "appropriazione indebita e ricettazione", io come il più ignorante dei cittadini mi chiedo... ma che cosa centra il "leggittimo impedimento"!

Se una persona comune (tutti possiamo sbagliare) non si presenta come richiesto davanti al Giudice, non viene poi forse accompagnata al Tribunale dalla forza pubblica?

Torniamo sempre al discorso finale... se una persona non ha nulla da temere o da nascondere non dovrebbe avere motivo a non presentarsi oggi dal giudice e invocare il leggittimo impedimento per presentarsi poi domani.
Possibile che la legge va intepretata come è sempre più opportuno per la "casta" spesso a discapito della Giustizia? Si può chiamare questa: libertà!
 

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